POCHI BRITANNICI!

tigre

Potrebbe essere un’arma a doppio taglio l’aver o il non avere tanti giocatori britannici nella rosa della squadra. Prima di tutto perché c’è il rischio di non sfruttare o far morire i vivai e poi si aggiunge anche il fatto culturale. Un giocatore inglese conosce cosa vuole e come si comporta un tifoso, sa che mettere grinta, corsa, contrastare duro ti rendono un eroe, questo perché fin da piccoli son stati abituati così. Certamente di contro c’è il fatto che, sempre per un fatto culturale, capita spesso che i britannici dopo vittorie importanti o anche successivamente ad ogni partita, “festeggino” un po’ troppo. Che fare quindi? Il mio personale parere è comunque che in ogni team ci sia almeno un 45-50% di presenza di giocatori di casa, specialmente in quei casi in cui un giocatore straniero non sia in grado di fare la differenza. Naturalmente questo è solo un punto di vista, anche se credo fermamente che la bellezza che ha sempre contraddistinto questo calcio sia dovuta soprattutto alla grinta, passione ed orgoglio che i giocatori di Sua Maestà mettono dentro il campo, senza lamentele, proteste e “tuffi”! La mia speranza è quella di avere 4-5 titolari fissi di origine anglosassone che inculchino la mentalità agli altri giocatori, che facciano capire lo spirito di questo football, che il fairplay lo si puo’ attuare anche in un calcio moderno dove i soldi la fanno da padrone. Un Sunderland senza un’ossatura britannica perderebbe di fascino e di tradizione.

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